tipo_di_spettacolo: serate d'autore

Un amore che cura

Di e con Agnese Scappini
Una produzione Sava’ Produzioni Creative

Se la malattia, il disturbo e il dolore sono atti d’amore mancato, allora la cura è l’amore che finalmente trova la via per manifestarsi. “UN AMORE CHE CURA” è un viaggio attraverso la dimensione più profonda della cura: non solo gesto medico o assistenza, ma atto di presenza, ascolto e dono. Un percorso poetico e riflessivo in cui scoprire come ogni forma di guarigione — fisica, emotiva o spirituale — nasca sempre da un amore che si fa atto, parola, sguardo. Un invito a riconoscere la cura come movimento dell’anima che si espande, si apre, incontra l’altro e ritorna alla vita.

Genitori oggi

Di e con Massimo Recalcati
Produzione Sava’ Produzioni Creative

Massimo Recalcati torna a teatro con la nuova lectio GENITORI OGGI – Un mestiere impossibile. Il mestiere di genitore è un mestiere impossibile. Non si può non sbagliare . Ma come è possibile allora favorire la vite dei nostri figli? Attraverso la sua voce incisiva, Recalcati indaga le sfide dell’essere madre e padre e figli nel presente: il limite, il desiderio, l’eredità simbolica. Un viaggio lucido e coinvolgente dentro le fragilità e le risorse della famiglia contemporanea.

Miracoli

Di e con Massimo Recalcati
Produzione Sava’ Produzioni Creative

I miracoli di Gesu’ sono narrati nei vangeli. Alcuni appartengono al nostro immaginario collettivo: la trasformazione dell’acqua putrida in vino sublime a Cana, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, le
guarigioni, le resurrezioni. In gioco non è tanto il potere soprannaturale di Gesu’ quanto l’idea che la forza del desiderio possa rivelarsi in sé stessa miracolosa. Gesu’ insegna, infatti, che la vera legge non è quella che sottomette il desiderio ma quella che lo realizza pienamente.

Il mostro di Firenze

La verità nascosta

Di e con Pino Rinaldi | e con Francesco Cappelletti
Regia Davide Sacco
Produzione Savà Produzioni Creative, LVF – Teatro Manini di Narni

Tratto dall’omonimo libro “Il mostro di Firenze. La verità nascosta” – edito da Mursia

Un viaggio teatrale nella mente del male. Dopo anni di silenzi, depistaggi e verità mai dette fino in fondo, il giornalista d’inchiesta Pino Rinaldi porta sul palco la storia più oscura e controversa della cronaca italiana: quella del Mostro di Firenze. Presentando filmati originali e nuove evidenze, il racconto si muoverà tra indagini, atti, bugie, piste abbandonate e verità rimosse, fino a riaprire le ferite di una vicenda che ancora oggi scuote l’immaginario collettivo. Con la forza del teatro e la precisione dell’inchiesta, Rinaldi guida il pubblico in un’esperienza immersiva dove la parola, il documento e l’emozione si fondono in un’unica tensione narrativa. Sul filo della “pista sarda” –  quella che l’ex maggiore dei Carabinieri Nunziato Torrisi perseguì con coraggio e che fu  inspiegabilmente archiviata –  lo spettacolo ricompone i frammenti di un mosaico di sangue, potere e mistero. Un tribunale della memoria, dove le voci dei protagonisti, le carte processuali e i fantasmi del passato si rincorrono in un ritmo serrato e incalzante.

Intelligenza naturale

Di e con Andrea Pezzi
Musiche, voce e chitarra GIUA
Regia Clemente Pernarella
Produzione APF
Produzione esecutiva e Distribuzione Savà Produzioni Creative

Un viaggio coinvolgente nella complessa e affascinante interazione tra tecnologia e umanità per esplorare insieme al pubblico una delle sfide più decisive del nostro tempo: da un lato, la macchina e l’intelligenza artificiale sono strumenti pensati per ottimizzare le scelte e rendere ogni aspetto della vita più efficiente e razionale; dall’altro, l’essere umano è chiamato a ridefinire sé stesso, riscoprendo la propria identità naturale.

Andrea Pezzi porta sul palco una riflessione – tanto urgente quanto necessaria –  che riguarda tutte e tutti, nessuno escluso. Il mondo in cui viviamo oggi, infatti, sta attraversando una trasformazione epocale che influenzerà sempre di più ogni aspetto della vita quotidiana: il lavoro, l’istruzione, le relazioni umane e persino il futuro delle democrazie liberali. Lo spettacolo si avvale della regia di Clemente Pernarella, della colonna sonora dal vivo composta ed eseguita da Giua, chitarra e voce.

estratto dello spettacolo di Andrea Pezzi

L'amante

Con Giorgio Marchesi e Simonetta Solder

Di Harold Pinter
Regia Veronica Cruciani
Produzione Savà Produzioni Creative

Sarah e Richard sono una coppia borghese che mantiene vivo il proprio matrimonio attraverso un rituale ambiguo: ogni pomeriggio, lei riceve la visita del suo amante, con la tacita approvazione del marito.

Ma chi è davvero l’amante? E fino a che punto il gioco può restare sotto controllo?

Il testo emblematico di Harold Pinter, mette in scena un rapporto di coppia fondato sull’ambiguità, sul potere della parola e sul sottile equilibrio tra controllo e perdita. Un meccanismo teatrale raffinato e inquietante, in cui l’intimità diventa terreno di negoziazione e il linguaggio si trasforma in strumento di seduzione e di minaccia. Sul palco, Giorgio Marchesi e Simonetta Solder, coppia anche nella vita, danno corpo a questo duello emotivo e psicologico, uno spazio dominato da due finestre con veneziane, usate come dispositivo luminoso più che realistico. La luce crea una gabbia visiva in cui l’esterno, evocato ma irreale, è solo abbagliamento o buio totale.

Il linguaggio scenico si oscura progressivamente, assumendo tratti noir tra geometrie oppressive, ombre nette e luci radenti, mentre le musiche d’epoca, contaminate da suoni dissonanti, accompagnano la chiusura sempre più coercitiva del gioco.  La regia di Veronica Cruciani accompagna con precisione e sensibilità il testo di Pinter, esaltandone i silenzi, le tensioni sotterranee e i continui slittamenti di senso. Ne emerge uno spettacolo, prodotto e distribuito da Savà Produzioni Creative, intenso e ironico, capace di interrogare lo spettatore sul desiderio, sull’abitudine e sulle maschere che abitano le relazioni più intime.

L'ora di educazione sentimentale

Di Massimo Gramellini e Simona Sparaco
Regia Enrico Zaccheo
Produzione Sava’ Produzioni Creative

C’è un’ora, tra tutte, che non esiste nei programmi scolastici ma che
dovrebbe accompagnarci per tutta la vita: è l’ora in cui si impara a
sentire, a capire, ad amare.

Guidati da Massimo Gramellini, ci immergiamo in un percorso commovente, ironico e profondamente umano, alla ricerca di quei fili invisibili che tengono insieme la vita e il sentimento. In questo incontro teatrale – che è allo stesso tempo confessione, cura e sorpresa – ognuno potrà riconoscere i propri nodi, le proprie domande, le proprie attese.
E forse, uscire dalla sala con un segreto in più: quello che serve per
vivere l’amore senza smarrirsi.

Un’ora sola.
Un’ora necessaria.
Un’ora che potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi
e gli altri.

foto di Massimo Gramellini

Un'ultima cosa

Cinque invettive, sette donne e un funerale

Di e con Concita De Gregorio
Musica live Erica Mou
Regia Teresa Ludovico
Spazio scenico e luci Vincent Longuemare
Cura della produzione Sabrina Cocco
Produzione Teatri di Bari | Rodrigo
Distribuzione Sava’ Produzioni Creative

Il femminile e la sua potenza di fuoco. La sua bellezza, la sua
forza, la sua luce. Con cinque donne al centro della scena – Dora
Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi –
che prendono parola per l’ultima volta. E dicono di sé, senza diritto
di replica.

Da controcanto ai racconti, le ninne nanne e i canti interpretati dal
vivo dalla cantautrice pugliese Erica Mou, sul palco insieme a
Concita. Lo spazio scenico, ideato e curato da Vincent
Longuemare, è un gioco di geometrie di quadri luminosi, punti di
contatto tra la potenza delle parole di Concita De Gregorio e la
voce pura e arcaica di Erica Mou. È così che Dora
Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi
entrano in scena, a teatro, subito prima di uscire di scena, nella
vita. Come se un momento prima di sparire potessero voltarsi
verso il pubblico: “Ah. Resta da dire un’ultima cosa”.

foto di erica mou e concita de gregorio, produzione sava'

Il mio Novecento

Scritto da Corrado Augias
Regia Enrico Zaccheo
Produzione e distribuzione Savà Produzioni Creative

Con “Il mio Novecento” Corrado Augias porta sul palcoscenico una riflessione che intreccia vicende personali e collettive, dando vita a un affresco vivido e appassionato del secolo che ha trasformato il mondo. Con la sua inconfondibile capacità di unire rigore giornalistico e profondità umana, Augias accompagna lo spettatore attraverso eventi cruciali, tragedie e conquiste che hanno segnato il Novecento, restituendone la complessità e le contraddizioni. Sul palco, a fare da contrappunto alla narrazione di Corrado Augias, il soprano Luciana Di Bella e il pianista Massimiliano Pace interpreteranno importanti brani  protagonisti della storia di questo secolo .

La forza dello spettacolo risiede nello sguardo duplice dell’autore: da un lato quello del testimone diretto, che ha vissuto le trasformazioni del secolo, dall’altro quello del narratore e uomo di cultura, capace di collocare le esperienze personali dentro un contesto storico più ampio. Ne nasce un percorso che è insieme memoria, riflessione e invito al pensiero critico, in cui la storia di un uomo incontra la Storia con la S maiuscola.

Il mio Novecento è teatro civile e narrazione appassionata, un racconto che attraversa guerre e ricostruzioni, utopie e disillusioni, progressi e drammi collettivi. Ogni tappa diventa occasione per comprendere meglio non solo il secolo passato ma anche il presente che da esso discende. Grazie alla voce autorevole di Corrado Augias, lo spettacolo offre al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente, che restituisce il senso profondo di un’epoca e invita a riflettere sulle radici del mondo contemporaneo.

PERFETTE SCONOSCIUTE

Artiste che la storia ha preferito tacere

di e con Jacopo Veneziani
produzione Savà Produzioni Creative

Quanti di noi saprebbero citare, senza esitazione, dieci artiste donne? Eppure, la storia dell’arte è costellata di talenti femminili che hanno lasciato un segno indelebile, sfidando pregiudizi e stereotipi di genere. Da Properzia de’ Rossi, scultrice rinascimentale capace di imporsi in un mondo dominato dagli uomini, alle impressioniste dimenticate come Marie Bracquemond; da Angelica Kauffman, celebrata nelle corti del Settecento, alle avanguardiste visionarie come Hilma af Klint; da Dora Maar e Lee Krasner, troppo spesso confinate al ruolo di “muse” dei loro compagni Picasso e Pollock, fino a Marina Abramović, pioniera della performance art che ha ridefinito il concetto stesso di corpo e resistenza.

Per secoli, la storia dell’arte è stata narrata da una prospettiva maschile, sminuendo o escludendo il contributo delle artiste, nonostante il loro impatto rivoluzionario. Il nostro incontro vuole capovolgere questo racconto, riportando al centro le loro storie, le sfide affrontate e il loro inestimabile contributo alla cultura visiva. Dalle botteghe rinascimentali ai salotti dell’Illuminismo, dagli atelier sgangherati delle avanguardie alle sperimentazioni contemporanee, ripercorreremo un cammino spesso invisibile eppure fondamentale.

Perché l’arte al femminile non è una nota a margine della storia, ma una delle sue colonne portanti.