Categoria: distribuzione

Intelligenza naturale

Di e con Andrea Pezzi
Musiche, voce e chitarra GIUA
Regia Clemente Pernarella
Produzione APF
Produzione esecutiva e Distribuzione Savà Produzioni Creative

Un viaggio coinvolgente nella complessa e affascinante interazione tra tecnologia e umanità per esplorare insieme al pubblico una delle sfide più decisive del nostro tempo: da un lato, la macchina e l’intelligenza artificiale sono strumenti pensati per ottimizzare le scelte e rendere ogni aspetto della vita più efficiente e razionale; dall’altro, l’essere umano è chiamato a ridefinire sé stesso, riscoprendo la propria identità naturale.

Andrea Pezzi porta sul palco una riflessione – tanto urgente quanto necessaria –  che riguarda tutte e tutti, nessuno escluso. Il mondo in cui viviamo oggi, infatti, sta attraversando una trasformazione epocale che influenzerà sempre di più ogni aspetto della vita quotidiana: il lavoro, l’istruzione, le relazioni umane e persino il futuro delle democrazie liberali. Lo spettacolo si avvale della regia di Clemente Pernarella, della colonna sonora dal vivo composta ed eseguita da Giua, chitarra e voce.

estratto dello spettacolo di Andrea Pezzi

L'amante

Con Giorgio Marchesi e Simonetta Solder

Di Harold Pinter
Regia Veronica Cruciani
Produzione Savà Produzioni Creative

Sarah e Richard sono una coppia borghese che mantiene vivo il proprio matrimonio attraverso un rituale ambiguo: ogni pomeriggio, lei riceve la visita del suo amante, con la tacita approvazione del marito.

Ma chi è davvero l’amante? E fino a che punto il gioco può restare sotto controllo?

Il testo emblematico di Harold Pinter, mette in scena un rapporto di coppia fondato sull’ambiguità, sul potere della parola e sul sottile equilibrio tra controllo e perdita. Un meccanismo teatrale raffinato e inquietante, in cui l’intimità diventa terreno di negoziazione e il linguaggio si trasforma in strumento di seduzione e di minaccia. Sul palco, Giorgio Marchesi e Simonetta Solder, coppia anche nella vita, danno corpo a questo duello emotivo e psicologico, uno spazio dominato da due finestre con veneziane, usate come dispositivo luminoso più che realistico. La luce crea una gabbia visiva in cui l’esterno, evocato ma irreale, è solo abbagliamento o buio totale.

Il linguaggio scenico si oscura progressivamente, assumendo tratti noir tra geometrie oppressive, ombre nette e luci radenti, mentre le musiche d’epoca, contaminate da suoni dissonanti, accompagnano la chiusura sempre più coercitiva del gioco.  La regia di Veronica Cruciani accompagna con precisione e sensibilità il testo di Pinter, esaltandone i silenzi, le tensioni sotterranee e i continui slittamenti di senso. Ne emerge uno spettacolo, prodotto e distribuito da Savà Produzioni Creative, intenso e ironico, capace di interrogare lo spettatore sul desiderio, sull’abitudine e sulle maschere che abitano le relazioni più intime.

L'ora di educazione sentimentale

Di Massimo Gramellini e Simona Sparaco
Regia Enrico Zaccheo
Produzione Sava’ Produzioni Creative

C’è un’ora, tra tutte, che non esiste nei programmi scolastici ma che
dovrebbe accompagnarci per tutta la vita: è l’ora in cui si impara a
sentire, a capire, ad amare.

Guidati da Massimo Gramellini, ci immergiamo in un percorso commovente, ironico e profondamente umano, alla ricerca di quei fili invisibili che tengono insieme la vita e il sentimento. In questo incontro teatrale – che è allo stesso tempo confessione, cura e sorpresa – ognuno potrà riconoscere i propri nodi, le proprie domande, le proprie attese.
E forse, uscire dalla sala con un segreto in più: quello che serve per
vivere l’amore senza smarrirsi.

Un’ora sola.
Un’ora necessaria.
Un’ora che potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi
e gli altri.

foto di Massimo Gramellini

Un'ultima cosa

Cinque invettive, sette donne e un funerale

Di e con Concita De Gregorio
Musica live Erica Mou
Regia Teresa Ludovico
Spazio scenico e luci Vincent Longuemare
Cura della produzione Sabrina Cocco
Produzione Teatri di Bari | Rodrigo
Distribuzione Sava’ Produzioni Creative

Il femminile e la sua potenza di fuoco. La sua bellezza, la sua
forza, la sua luce. Con cinque donne al centro della scena – Dora
Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi –
che prendono parola per l’ultima volta. E dicono di sé, senza diritto
di replica.

Da controcanto ai racconti, le ninne nanne e i canti interpretati dal
vivo dalla cantautrice pugliese Erica Mou, sul palco insieme a
Concita. Lo spazio scenico, ideato e curato da Vincent
Longuemare, è un gioco di geometrie di quadri luminosi, punti di
contatto tra la potenza delle parole di Concita De Gregorio e la
voce pura e arcaica di Erica Mou. È così che Dora
Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi
entrano in scena, a teatro, subito prima di uscire di scena, nella
vita. Come se un momento prima di sparire potessero voltarsi
verso il pubblico: “Ah. Resta da dire un’ultima cosa”.

foto di erica mou e concita de gregorio, produzione sava'

Il mio Novecento

Scritto da Corrado Augias
Regia Enrico Zaccheo
Produzione e distribuzione Savà Produzioni Creative

Con “Il mio Novecento” Corrado Augias porta sul palcoscenico una riflessione che intreccia vicende personali e collettive, dando vita a un affresco vivido e appassionato del secolo che ha trasformato il mondo. Con la sua inconfondibile capacità di unire rigore giornalistico e profondità umana, Augias accompagna lo spettatore attraverso eventi cruciali, tragedie e conquiste che hanno segnato il Novecento, restituendone la complessità e le contraddizioni. Sul palco, a fare da contrappunto alla narrazione di Corrado Augias, il soprano Luciana Di Bella e il pianista Massimiliano Pace interpreteranno importanti brani  protagonisti della storia di questo secolo .

La forza dello spettacolo risiede nello sguardo duplice dell’autore: da un lato quello del testimone diretto, che ha vissuto le trasformazioni del secolo, dall’altro quello del narratore e uomo di cultura, capace di collocare le esperienze personali dentro un contesto storico più ampio. Ne nasce un percorso che è insieme memoria, riflessione e invito al pensiero critico, in cui la storia di un uomo incontra la Storia con la S maiuscola.

Il mio Novecento è teatro civile e narrazione appassionata, un racconto che attraversa guerre e ricostruzioni, utopie e disillusioni, progressi e drammi collettivi. Ogni tappa diventa occasione per comprendere meglio non solo il secolo passato ma anche il presente che da esso discende. Grazie alla voce autorevole di Corrado Augias, lo spettacolo offre al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente, che restituisce il senso profondo di un’epoca e invita a riflettere sulle radici del mondo contemporaneo.

Venere Nemica

Di e con Drusilla Foer
Direzione artistica Franco Godi
Produzione Best Sound
Produzione esecutiva Sava’ Produzioni Creative
Distribuzione Sava’ Produzione Creative

Venere, la dea immortale, quindi tutt’ora esistente, vive lontano dall’Olimpo e dai suoi odiati parenti. Dopo aver girovagato per secoli, abita attualmente a Parigi fra i mortali. Non essendo gli Dei più creduti, la dea della bellezza e dell’amore finalmente può permettersi di vivere nell’imperfezione dell’umano esistere.

“Immaginate la mia gioia! Una dea, condannata a vivere nell’eterna umidità del mare, scoprire l’esistenza della messainpiega

Ricordando in un flashback comico e tragico, la vicenda di Amore, il figlio ingrato e disobbediente, e Psiche, sulla quale proietta – da suocera nemica –  tutto il suo rancore di Dea frustrata e insoddisfatta, Venere si vendica “sulla straordinaria mortale, creduta venere in terra”.

Deus ex-machina crudele e spietata, Venere ricorda l’unica occasione nella quale ha provato un sentimento di amore, curando il figlio che, fuggito dall’amata Psiche, torna da sua madre, dea e padrona, per farsi lenire le ferite di un amore ingannato.

“… io sono sempre stata la mia sola priorità…”

Un testo ispirato alla favola di Apuleio “Amore e Psiche”, riletta in modo croccante, divertente, commovente, a tratti tragico, che tocca temi antichi e attuali:

la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna, il conflitto secolare fra uomini e dei.

“… se c’è una cosa che un Dio detesta è non essere creduto…”

V

Fame mia

Quasi una biografia

Di Annagaia Marchioro – in collaborazione con Gabriele Scotti
Allestimento scenico di Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Regia di Serena Sinigaglia

Liberamente ispirato a Biografia della Fame di Amelie Nothomb (Voland edizioni)
 

Fame mia – quasi una biografia è uno spettacolo teatrale comico e poetico che affronta il tema dei disturbi alimentari con un’ironia tagliente. Liberamente ispirato a un romanzo di Amélie Nothomb, il racconto trasforma una vicenda personale in una storia italiana ambientata nella Venezia degli anni ’80. Tra dialetto e italiano, la protagonista vive la fame come un desiderio assoluto di “sbranare la vita”. Senza retorica, questo monologo biografico parla di fragilità e riscatto, offrendo un inno alla vita e alla guarigione che rende lo spettatore meno solo.

Plaza Suite

Di Neil Simon
Traduzione di Maria Teresa Petruzzi
Con Corrado Tedeschi e Deborah Caprioglio 
Regia di Ennio Coltorti
Scena di Andrea Bianchi
Produzione Skyline Production
Coproduzione La Contrada
distribuzione  Sava’ Produzioni Creative

“Ah, se queste pareti potessero parlare…!” quante volte l’abbiamo sentito dire o l’abbiamo pensato noi stessi. Beh, Neil Simon l’ha fatto: ha fatto parlare una stanza; una suite dell’Hotel Plaza. Ma qui nel titolo ad essere “protagonista” è una suite (simbolo di successo e appagamento sociale). E le suite, si sa, ne hanno viste di tutti i colori, ma non ne possono parlare; a meno che… non si stia in teatro; dove per loro possano parlare le persone che le hanno abitate. Ma soprattutto che queste persone siano interpretate da attori dal nome sinonimo di bravura e garanzia; come, del resto, quello dell’autore (Simon è l’autore moderno più rappresentato nel mondo.). Corrado Tedeschi e Deborah Caprioglio interpretano tre coppie (diverse), in tre situazioni (diverse), in una suite (la stessa) di un hotel considerato come l’Olimpo: la dimora degli Dei. Lusso, agi, benessere che tuttavia non impediscono imbarazzi, problemi, inciampi.  Qui tre coppie diverse, tre problemi di coppia diversi con un unico filo conduttore: una stanza dell’Hotel Plaza di New York.

Il talento di essere tutti e nessuno

Con Luca Ward
Testo e regia di Luca Vecchi
Produzione Skyline Production
Coproduzione La Contrada
Distribuzione Sava’ Produzioni Creative

È stato Pierce Brosnan, Russell Crowe, Hugh Grant e Samuel L. Jackson. Nel corso dei decenni Luca Ward è entrato nell’immaginario collettivo degli italiani grazie al doppiaggio.

Pulp Fiction, Matrix e Il Gladiatore sono solo la minima parte dei film cult a cui ha prestato la sua voce.

In punta di piedi Luca Ward ci è entrato gradualmente sotto pelle, ed ora risiede indiscutibilmente nel DNA di ognuno di noi. Ma nell’arco della sua vita Luca Ward è molte altre cose oltre una voce: marinaio, attrezzista, bibitaro, teppista, militare, motociclista, padre e… persino John Wick… ultimamente.

Luca Ward è stato tutti, nessuno e centomila…

Nel suo spettacolo ci racconterà del rapporto viscerale che ha col mare, del lavoro che ha fatto su di sé come artista e, non per ultimo, del suo trascorso intimo e personale come uomo, marito e padre. Luca Ward scherza sul talento che l’ha reso famoso (la voce) e ci racconta del rapporto conflittuale che ha con esso…

La persona, l’individuo, l’artista. Figure spesso inconciliabili ma che, quando hanno la fortuna di sovrapporsi, lo fanno dandoci l’opportunità di scorgere una meravigliosa visione d’insieme. Lo scorcio di un disegno più grande di quanto appaia ad uno sguardo superficiale e poco attento.

Il giaguaro mi guarda storto

Scritto da Teresa Mannino e Giovanna Donini
In collaborazione con Maria Nadotti
Regia di Teresa Mannino
Scena di Maria Spazzi
Disegno luci Roberta Faiolo
Costumi Istituto Melodia
Produzione Stregonia
Produzione esecutiva e distribuzione Sava’ Produzioni Creative

Ritorno sui palchi dei teatri piena di desideri, racconti e interrogativi. Il primo desiderio è quello di ritrovarvi, scambiare sguardi con ogni spettatrice e con ogni spettatore seduto in platea dalla prima all’ultima fila, nessuno escluso, per scoprire chi siamo diventati dopo questa assenza epocale.

Dai racconti d’infanzia alla difficile relazione che abbiamo con l’attesa, dalla perplessità nei confronti degli animali umani alla stima per le formiche, il filo conduttore sarà il desiderio, stupore vitale che accende sogni, infuoca cuori e libera movimento.

Durante il nostro incontro potrete danzare con me, guardare in silenzio, fare domande o dare risposte. Potrete anche chiudere gli occhi, ascoltare le mie parole come fossero una ninna nanna e addormentarvi, l’importante è non smettere di sognare e tenere gli occhi ben aperti una volta fuori dal teatro.

Teresa Mannino